Girasoli

Girasoli

domenica 2 marzo 2014

Che posso dirvi, infine? Spero che la vostra generazione di donne possa finalmente essere quella pacificata, che possiate realizzare la vostra più profonda identità scegliendola consapevolmente. Perciò, ma che auspicio fuori moda, che siate prima di tutto forti e quindi accoglienti, aperte agli altri, capaci di unire, in una parola, buone. Se potete.
Con amore
La mamma (Costanza Miriano)

venerdì 28 febbraio 2014

CGI Animated Short HD: "Brain Divided" by Josiah Haworth, Joon Shik Song...




Ecco che cosa succede nel cervello di un uomo quando incontra una donna

Credo comunque che le donne si debbano riappropriare della loro vocazione all’accoglienza della vita, quella che viene dal loro essere morbide, capaci di ricucire i rapporti, di fare spazio, di intessere relazioni, di tirare fuori da tutti il meglio. Che mettano questo loro genio femminile in cima alle priorità. Non c’entra niente con il trovare un marito ricco da (fingere di ) sopportare in cambio di sicurezza economica. C’entra invece con la lealtà, la dedizione, la dolcezza. (Costanza Miriano)
Senza l’aspirazione a un di più la vita è un inferno.
E la misura del nostro di più, l’ambizione del nostro vivere, è ciò che definisce la nostra qualità umana, giacché ci misuriamo sul nostro fine.http://lafontanadelvillaggio2.wordpress.com/2014/02/28/cosa-sara-reprint/

domenica 16 febbraio 2014

A volte vorrei tanto tornare nell'era della civiltà contadina nell'era dei nostri nonni, dove c'era meno benessere, ma più rispetto per i valori umani, morali, la persona era davvero più al centro, le relazioni erano più autentiche...non so per quale motivo la ricchezza abbia il potere di corrompere, di distruggere la bellezza della vita, la sua semplicità....davvero a volte penso che le civiltà più povere siano quelle più felici, dove è più forte l'anelito morale, lo spirito di solidarietà, la spinta religiosa, l'attenzione ai valori spirituali...nel bisogno le persone fanno più comunità sono spinte a unirsi più che a dividersi, il bisogno spinge ad industriarsi, smuove spinte creative, stimola l'intelligenza.Non è il benessere l'avere già tutto che determina l'evoluzione, il miglioramento: se uno ha già tutto perché deve migliorarsi, cambiare, evolvere? C'è però una cosa che non torna in questo mio ragionamento: l'Italia dopo il suo forte bum economico è fortemente decaduta, la corruzione, le raccomandazioni, il clientelismo, la politica dissenata ha distrutto i sacrifici dei nostri padri..però mi chiedo perché nelle società anglosassoni Inghilterra, America, sempre ricche e prospere il senso morale, del diritto è più forte che da noi?Perché il cosidetto morto di fame continua ad avere più possibilità che da noi ed è considerato più per quel sa fare che non giudicato perché poveraccio?Perché è sempre forte l'imperativo siate affamati siate folli? Quando da noi l'essere affamati è sintomo di vergogna e più sei affamato e più ci diventi?

giovedì 2 gennaio 2014

Buon 2014!

Per ogni anno che ci apprestiamo a vivere ci sono sempre ostacoli da superare, c'è sempre qualcosa da migliorare e che non ci sta bene, la cosa che mi auguro io, non è che non ci siano le difficoltà, ma di trovare sempre lo spirito e la forza di affrontarle nel modo giusto....Quindi auguro un felice anno a me e a tutte le persone che mi vogliono bene, ma si anche a quelle che non me ne vogliono. Buon Anno!!!

domenica 29 dicembre 2013

Essere terreno fertile

Matteo 13,1-23

1 Quel giorno Gesù uscì di casa e si sedette in riva al mare. 2 Si cominciò a raccogliere attorno a lui tanta folla che dovette salire su una barca e là porsi a sedere, mentre tutta la folla rimaneva sulla spiaggia.
3 Egli parlò loro di molte cose in parabole.
E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. 4 E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono. 5 Un'altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c'era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo. 6 Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò. 7 Un'altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono. 8 Un'altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta. 9 Chi ha orecchi intenda».
10 Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché parli loro in parabole?».
11 Egli rispose: «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. 12 Così a chi ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. 13 Per questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono. 14 E così si adempie per loro la profezia di Isaia che dice:
Voi udrete, ma non comprenderete,
guarderete, ma non vedrete.
15 Perché il cuore di questo popolo
si è indurito, son diventati duri di orecchi,
e hanno chiuso gli occhi,
per non vedere con gli occhi,
non sentire con gli orecchi
e non intendere con il cuore e convertirsi,
e io li risani
.
16 Ma beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono. 17 In verità vi dico: molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l'udirono!
18 Voi dunque intendete la parabola del seminatore: 19 tutte le volte che uno ascolta la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. 20 Quello che è stato seminato nel terreno sassoso è l'uomo che ascolta la parola e subito l'accoglie con gioia, 21 ma non ha radice in sé ed è incostante, sicché appena giunge una tribolazione o persecuzione a causa della parola, egli ne resta scandalizzato. 22 Quello seminato tra le spine è colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l'inganno della ricchezza soffocano la parola ed essa non dà frutto. 23 Quello seminato nella terra buona è colui che ascolta la parola e la comprende; questi dà frutto e produce ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta».